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Piccole e medie imprese/PMI

Negli ultimi anni è emerso anche in Italia, sebbene con forte ritardo rispetto a tutti i Paesi di dimensioni e rilevanza economica paragonabili, un significativo tessuto di nuove imprese dedicate alle biotecnologie (New Biotech Companies). Si tratta di un vero e proprio settore innovativo che ha mostrato un ritmo di crescita davvero considerevole: tale segmento è composto da piccole e medie imprese dedicate alle biotecnologie, sia di nuova formazione (startup), sia risultanti da spin-off accademici o industriali. Nonostante sia un settore ancora molto giovane, fiorito malgrado l’assenza di specifiche misure di sostegno, presenta potenziali prospettive di ulteriore accelerazione del tasso di crescita, capace di creare conoscenza e innovazione e di apportare così un reale contributo al sistema-Paese in termini di industria, ritorno economico-finanziario ed occupazionale. 
Confrontando la realtà italiana con quella di altri Paesi europei, dove pure il settore è  più maturo, constatiamo una particolare validità delle imprese italiane, al terzo posto in Europa, per numero, dopo Germania e Regno Unito, sia sotto il profilo dell’equilibrio finanziario (in quanto, pur essendo in media sottofinanziate, hanno dimostrato di “saper reggere” sotto il peso della crisi degli ultimi anni), che, soprattutto, sulle potenzialità in termini di prodotti in sviluppo. 

Da un punto di vista quantitativo, l’Italia produce molta più ricerca di eccellenza di quanto normalmente si creda, come dimostrano i dati comparativi per paese relativi al numero medio di pubblicazioni nei settori tecnologici. Purtroppo è ancora carente la trasformazione dei risultati della ricerca in brevetti, nuove imprese e prodotti e tecnologie sul mercato.
Di recente, nell'ambito dell'industria biotecnologica italiana si sono verificati imponenti fenomeni di acquisizione, fusione e concentrazione delle imprese operanti nei settori produttivi tradizionali intersecati dall'innovazione biotecnologica (chimica fine, farmaceutica, agroalimentare): a questi si è accompagnata la diffusa creazione di nuove piccole realtà imprenditoriali a vocazione specialistica. 
Queste piccole società sono nate intorno ad un’idea di business vincente e tendono ad occupare nicchie di sviluppo e di mercato difficilmente appetibili per le grandi società; alternativamente esse svolgono attività di R&S, ad alto contenuto innovativo e ad elevato tasso di aggiornamento, potenzialmente interessanti per le grandi imprese. La collaborazione tra grandi industrie e piccole imprese ha prodotto, e continua a produrre, quegli effetti positivi e sinergici che sono alla base del progresso dell’industria biotecnologica, in quanto si tratta di condizioni essenziali per raggiungere una crescita sufficiente da consentire di giocare un ruolo realmente competitivo. 
L’Europa ha già compreso l’importanza delle biotecnologie, riconosciute come una delle leve principali per la crescita economica e sociale. Altri Stati Membri, quali Gran Bretagna, Germania e Francia, stanno attuando concreti piani, poiché intravedono in esse uno dei motori principali di progresso economico. L’Italia si ritrova oggi in una posizione non solamente di sicura possibilità di recupero ma, sperabilmente, di “distinzione” nel grande potenziale di creazione di imprenditoria biotecnologica offerto. Esso è davvero rilevante per risorse scientifiche, umane e culturali esistenti, ed ancora ampiamente da sfruttare rispetto agli altri Stati dell’Unione. Per cogliere appieno il potenziale di sviluppo della bioindustria innovativa nel  Paese è indispensabile una generale inversione di tendenza rispetto al passato ed un mutamento radicale nell’atteggiamento complessivo nei confronti dell’industria biotecnologica da parte delle Istituzioni nazionali. Se l’Italia non vuole rimanere tagliata fuori dalla corsa all’innovazione produttiva a costi sostenibili, occorre riconoscere come priorità strategica per gli interessi nazionali il sostegno alla creazione ed alla crescita di imprese biotech, nonché la loro integrazione nello spazio industriale e di ricerca europeo.
Per questi motivi Assobiotec si è data l’obiettivo primario di diventare il punto di riferimento di queste piccole e medie imprese, rappresentandone le esigenze a livello istituzionale e finanziario e diventando promotrice di specifiche iniziative e servizi.

Responsabile Piccole Medie Imprese