Storico Assobiotec Award

2011: Renato Ugo (Presidente Fondatore di Assobiotec)

Roma, 26 ottobre 2011 – 25° Assobiotec – Chiostro del Bramante

Motivazioni: 
Per il contributo dato negli anni ’80 e ’90 al sostegno dello sviluppo nei laboratori industriali, oltre che nell’insegnamento accademico delle biotecnologie, e per la sua pionieristica attività come primo Presidente Fondatore di Assobiotec.

Grazie al suo impegno come Presidente durato ben otto anni, Assobiotec non solo ha iniziato e consolidato la sua crescita nell’ambito di Federchimica, divenendone una significativa parte, ma ha potuto mantenere una sua massa critica e un suo ruolo propulsivo, agli inizi degli anni ’90, malgrado le difficoltà sorte quando soci fondatori di grande dimensione e rilevanza non hanno più fatto parte dell’Associazione.
 
Anche grazie al contributo di idee ed iniziative del Prof. Ugo, continuato dopo la fine del suo mandato di Presidente nella sua veste di Vice-Presidente ed infine di membro onorario del Comitato Direttivo, oggi Assobiotec è riconosciuta come punto di riferimento nazionale delle politiche e delle iniziative pubbliche per l’industria biotecnologica.

Si ricordano in particolare:

  • Il supporto dato al sostegno pubblico della ricerca industriale nell’ambito delle biotecnologie, in particolare anche tramite la legge 451/94, oggi art. 10 della legge 297/ 99, voluta dal Prof. Ugo come Presidente dell’AIRI per sostenere le iniziative della ricerca industriale in crisi  e i centri di ricerca privati emergenti, che spesso si trovavano in situazioni di crisi finanziaria. Grazie a questa legge molti degli attuali soci di Assobiotec hanno potuto trovare un ponte finanziario fondamentale per la loro crescita.
  • La partecipazione attiva, come Professore dell’Università degli Studi di Milano, al gruppo di lavoro che ha permesso il lancio presso l’Università degli Studi di Milano, e, in parallelo, presso l’Università Milano-Bicocca, del primo corso in Italia per la laurea in biotecnologie (sia farmaceutiche, sia industriali, sia nell’ambito medico) inizialmente di grande qualità e con una severa selezione, essendo limitato a 150 studenti per il primo anno.
  • Per aver portato sulla stampa, in televisione o in incontri/convegni, un sostegno personale alle biotecnologie in agricoltura, quando, all’inizio degli anni ’90, iniziò la perniciosa campagna contro il loro sviluppo in Italia.
  • Per la costante attenzione volta alla valorizzazione, presso i più rilevanti Ministeri e la pubblica opinione, della necessità, al fine di favorire la competitività del Paese, di promuovere la crescita di attività industriali e di strutture/programmi di ricerca avanzata nel campo delle biotecnologie, evidenziandone il loro valore trasversale a partire dal settore della salute, dell’alimentazione, della crescita sostenibile, con particolare rilevanza per la chimica e l’energia, per finire poi al settore dell’ambiente.

2011