Le Biotecnologie

Tecnologie abilitanti per tanti comparti industriali

Le biotecnologie sono tecnologie che utilizzano organismi viventi come batteri, lieviti, cellule vegetali e animali o parti di essi per sviluppare prodotti e processi. 

Definite nel 2009, dalla Comunità Europea, Key Enabling Technology rappresentano vere e proprie tecnologie abilitanti per tanti comparti industriali fornendo attraverso le loro innumerevoli e diverse applicazioni, risposte a molteplici esigenze sempre più urgenti della società moderna a livello di salute pubblica, cura dell'ambiente, agricoltura, alimentazione, sviluppo sostenibile.   

Secondo le stime dell'Ocse, nel 2030 le biotecnologie avranno un peso enorme nell’economia mondiale: 80% dei prodotti farmaceutici, 50% dei prodotti agricoli, 35% dei prodotti chimici e industriali, incidendo complessivamente per il 2,7% del Pil globale. Secondo stime dell’Unione europea, ogni euro investito nella bioeconomia genererà un valore aggiunto di 10 euro nell'arco dei successivi 10 anni. Non solo, si stima anche che ogni occupato nel settore biotech generi altri 5 occupati nei settori dell'indotto; nei settori tradizionali il rapporto è ridotto, 1 a 1,5. Numeri che confermano le grandi potenzialità di questa tecnologia anche in termini di opportunità economiche, di crescita e di occupazione.

Oggi le moderne biotecnologie, affinate ed evolute, rappresentano lo strumento per il raggiungimento di traguardi fino a qualche anno fa totalmente inimmaginabili: permettono di dare cure risolutive a malattie che erano prive di trattamenti efficaci, di offrire terapie personalizzate e diagnosi tempestive, di migliorare le varietà vegetali preservando la biodiversità. Ma anche di lavorare allo sviluppo di un sistema produttivo basato su fonti primarie alternative al petrolio, di avere prodotti eco-compatibili e processi con minore o nullo impatto ambientale, solo per citare una minima parte degli innumerevoli ambiti di applicazione di queste straordinarie tecnologie. 

Biotech

La fotografia delle imprese di biotecnologie in Italia        

A fine 2017, secondo i dati del “Rapporto sulle imprese di biotecnologie in Italia – Facts&Figures” realizzato da Assobiotec in collaborazione con ENEA, sono 571 le imprese biotech attive in Italia. Si tratta di un comparto fortemente innovativo, dedito alla ricerca e in fase di consolidamento attorno alle realtà più solide e competitive.

Pur restando soddisfacente il numero complessivo, la grande maggioranza delle imprese biotech italiane (76%) è costituita da aziende di micro (con meno di 10 addetti) o piccola dimensione (con meno di 50 addetti).

Il fatturato supera gli 11,5 miliardi di euro con un incremento del 12% tra il 2014 e il 2016. Il comparto della salute genera quasi tre quarti del fatturato biotech totale. Il 68% del fatturato biotech è generato dalle imprese a capitale estero che rappresentano solo il 13% delle imprese censite.

Il numero degli addetti sfiora le 13.000 unità, registrando un +17% nelle imprese dedicate alla R&S biotech (realtà che investono almeno il 75% del proprio budget di ricerca intra-muros nella ricerca biotecnologica) a capitale italiano; gli investimenti in R&S biotech superano i 760 milioni, con una crescita del 22% tra il 2014 e il 2016.

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Nel corso del 2016, quasi i tre quarti (72%) delle imprese si è autofinanziata, oltre il 40% ha avuto accesso a grants, il 22% ha fatto ricorso al capitale di debito, mentre soltanto il 6% ha potuto accedere a finanziamenti di Venture Capital.  

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Il Rapporto evidenzia, inoltre, che il biotech nazionale è un settore con un’elevata proiezione sui mercati esteri. La quota di imprese esportatrici (38% nel 2015) risulta in tendenziale aumento negli ultimi anni rilevati ed è pari mediamente a più di 1 volta e mezza quella del comparto manifatturiero (23% delle imprese nel 2015) e più di sette volte quella relativa all’industria italiana nel suo complesso, sostanzialmente ferma a poco meno del 5%.

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La Lombardia si conferma la prima regione in Italia per numero di imprese (162 pari al 28% del totale), investimenti in R&S (23% del totale) e fatturato biotech (32% del totale). Seguono Lazio (58) ed Emilia Romagna (57) per numero di imprese. Guardando invece agli investimenti in R&S è la Toscana la regione che più investe nel biotech dopo la Lombardia, segue il Lazio confermando queste tre regioni vere e proprie aree leader per la ricerca italiana.

Per approfondimenti:
"LE IMPRESE DI BIOTECNOLOGIE IN ITALIA" (2018)

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