FEDERCHIMICA ASSOBIOTEC
Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie

Skip Navigation LinksHome > Il biotech in Italia > Supporto al settore
Stampa

Supporto al settore

Finanziamento dell'innovazione in Italia

Per permettere – soprattutto in periodi di congiunture negative – la ripresa dell’economia ed il rilancio del Paese nel contesto della knowledge economy un numero sempre più consistente di Paesi ha già da tempo puntato sull’innovazione. E’ questa la grande sfida che anche l’Italia deve saper cogliere. Assobiotec focalizza l’attenzione su tre pilastri indispensabili:

Supporto al settore

1) Credito d'imposta su R&S

Il credito d’imposta, introdotto nel 2007, è stato certamente una misura importante ai fini del sostegno alla ricerca industriale (grazie al credito del 10% per le spese di R&S sostenute internamente), e alla collaborazione con realtà accademiche (grazie al credito del 40% sulle spese di R&S sostenute in collaborazione con centri di ricerca non profit).
Con il DL 185/2008, convertito in Legge 28 Gennaio 2009 n.2, è stato introdotto il sistema delle prenotazioni per accedere al credito d'imposta per le spese in R&S. Tale sistema si è basato su un criterio puramente temporale, e non qualitativo, che ha ridotto di fatto l’efficacia della misura.
Assobiotec chiede la ripresa di interventi per la ricerca e sviluppo industriale, quali il ripristino dell’automatismo del credito d’imposta per la ricerca industriale e l'eliminazione del tetto per i fondi destinati a tale misura, al fine di garantire la certezza dell’intervento per tutti coloro che ne avessero le caratteristiche. Ciò permetterebbe di poter programmare, almeno a medio termine, le attività di ricerca ed il conseguente investimento.

Top

2) Incentivi per l’innovazione

Sulla base degli incentivi fiscali adottati dai principali Paesi leader nel settore delle biotecnologie, potrebbe essere molto utile prevedere la riduzione o la completa eliminazione della tassazione dei proventi derivanti da licensing limitatamente alle PMI. E allo stesso tempo prevedere la copertura delle spese di deposito brevettuale, almeno per i primi anni.

Top

3) Piccola Impresa Innovativa

Tema centrale, affinché anche l'industria biotecnologica italiana si consolidi, è la creazione di un ambiente idoneo allo sviluppo e alla crescita delle aziende innovatrici. In questo contesto è di vitale importanza offrire un ambiente fiscale favorevole, in cui sia gli investitori che le aziende possano sentirsi liberi d’investire.
Si potrebbe, perciò, mutuare quanto fatto da altri Paesi, come Francia e Spagna, relativamente alle Piccole Imprese Innovatrici.
In Italia, il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico n.87 del 27/3/2008 all’art. 2, comma 2, mutua il riconoscimento dello status di Giovane Impresa Innovatrice dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato in maniera letterale, e perciò restrittiva rispetto a quanto fanno altri Paesi, per esempio la Francia e la Spagna, ma, soprattutto, rinvia ad un prossimo decreto – che tuttora non vede ancora luce – l’individuazione delle concrete misure agevolative che potranno essere riconosciute a questa tipologia di imprese.
C’è quindi urgente necessità di utilizzare questa leva di innovazione che la disciplina europea consente, approvando al più presto la disciplina delle concrete misure di agevolazione, ma anche dando una lettura meno restrittiva dei limiti imposti dalla legislazione comunitaria per ispirarsi, invece, alle best practices internazionali ed ai modelli più virtuosi, per individuare le imprese target. In seguito compatibilmente con gli strettissimi vincoli di bilancio del nostro Paese, si potrebbero applicare anche solo a questo universo molto modesto le misure incentivanti di cui più sopra, ed altre ancora.
In questo modo anche investimenti ridotti, se ben mirati, possono portare a risultati importanti.

Top