Biotecnologie per la salute - Red Biotech

Il settore della salute, comprendente sistemi diagnostici e terapie innovative, costituisce il segmento trainante dell’intera industria biotecnologica a livello internazionale. 
Negli ultimi decenni l'utilizzo del biotech nella medicina ha portato a una serie di importanti sviluppi in molteplici ambiti.

Terapia: l’insulina umana ricombinante prodotta tramite batteri geneticamente modificati è stato il primo farmaco biotech (1982). Da allora, l’uso delle biotecnologie ha portato alla messa in commercio di quasi 200 prodotti biotecnologici, tra farmaci, vaccini e terapie avanzate, che nel complesso rappresentano il 40% di quelli registrati. Circa il 50% di tutti i nuovi farmaci e terapie in sviluppo per il prossimo futuro origineranno dalle biotecnologie, e la proporzione cresce nei trattamenti più innovativi come vaccini, anticorpi monoclonali per il trattamento di tumori e malattie infiammatorie/infettive, terapia cellulare, terapia genica e medicina rigenerativa. Ad oggi, oltre 350 milioni di pazienti hanno già beneficiato degli effetti delle terapie biotech, inclusi circa 20-30 milioni di pazienti affetti da malattie rare. In particolare, un contributo decisivo delle biotecnologie è dato alla prevenzione, mediante lo sviluppo di vaccini: patologie infettive come poliomielite, morbillo, epatite A, B e C, difterite, tetano, colera, rabbia, meningite, tubercolosi e molte altre sono state affrontate (e in alcuni casi perfino debellate) grazie all’ausilio di vaccini biotech. Inoltre, le biotecnologie giocano (e soprattutto giocheranno) un ruolo fondamentale nello sviluppo della medicina personalizzata: l'approccio al trattamento personalizzato prevede l'utilizzo di strumenti di analisi e test di diagnostica molecolare, con l'obiettivo di prescrivere i farmaci “su misura”, più adatti, efficaci e mirati, il più possibile incentrati sulle esigenze dei singoli pazienti. 

Diagnostica: oggi per molte patologie è possibile effettuare una diagnosi precoce per individuarle in tempo e curarle con metodi altamente specifici. Un grave problema con cui ci si dovette confrontare nelle scorse decadi fu la questione del “periodo finestra”, il lasso di tempo che intercorre tra la prima infezione di un virus e il momento in cui un test diagnostico rileva la risposta anticorpale. Durante il “periodo finestra”, che può variare da alcune settimane a diversi mesi, i test risultavano negativi: in questo modo, una persona affetta da HIV o da epatite B veniva considerata sana sebbene invece fosse stata infettata. Grazie alle biotecnologie è stato possibile sviluppare tecniche quali la PCR, che hanno permesso l’immediata individuazione della presenza del DNA virale nel paziente infetto. Altre tecniche biotech, come ASO, FRET e OLA, vengono usate dai laboratori di tutto il mondo per individuare delle mutazioni nel genoma, confermando i sospetti di una determinata patologia o effettuando una diagnosi clinica definita.

Nanobiotecnologie: nella messa a punto di prodotti sempre più mirati ed efficaci, la convergenza tra nanotecnologia e biotecnologie è un formidabile strumento a disposizione dei ricercatori nella diagnosi e nella terapia di un gran numero di patologie, nella realizzazione di mezzi per il rilascio controllato di farmaci e nel campo dei biomateriali con svariate applicazioni nelle scienze della vita e nell’ingegnerizzazione dei tessuti connettivi del corpo umano, fino alla realizzazione di organi vitali (es. medicina rigenerativa). Il nanobiotech costituisce un ambito d’investigazione altamente multidisciplinare, coinvolgendo indirizzi di ricerca che vanno dalla biologia molecolare alla chimica, alla scienza dei materiali alla fisica, sia applicata che di base, fino all’ingegneria meccanica ed elettronica.

Cosmetica: da ultimo, a cavallo tra la salute ed il benessere, numerose sono le utilizzazioni della biologia molecolare nella cosmetica: l’acido ialuronico e altri filler di uso comune sono infatti di provenienza biotech. In special modo, la nuova frontiera dell'anti-age è stata dischiusa con l’avvento di principi attivi naturali modificati con le biotecnologie, spesso estratti secondo i sistemi della cosiddetta biocorrelazione, che permettono di ricavare il massimo dei principi attivi senza sprechi, salvando alberi ed erbe. 

Biotecnologie per la salute degli animali 

Nell’ambito della medicina veterinaria, le biotecnologie assumono notevole importanza in diversi campi: 

Vaccini:  il commercio mondiale, la migrazione e i cambiamenti climatici possono accrescere la diffusione di malattie altamente infettive e di zoonosi, quali l’influenza aviaria. In questi casi, la vaccinazione è l’unico mezzo per proteggere gli animali dalle malattie infettive e contribuire a proteggere i consumatori da agenti patogeni zootici. Negli ultimi anni, molti sono stati i vaccini prodotti mediante tecniche biotecnologiche (tra i quali ricordiamo per esempio i vaccini contro rabbia, afta epizootica e virus della peste bovina): intervenendo con questi vaccini e terapie specifiche è possibile garantire che gli animali raggiungano il loro peso massimo in buona salute, permettendo al contempo agli allevatori di mantenere la produttività del loro bestiame.

Uso di cellule staminali, sia per la terapia rigenerativa che per l’utilizzo nella produzione di farmaci. Nell’ambito della medicina rigenerativa, l’interesse in veterinaria è per ora limitato alle specie equina, felina e canina e il campo applicativo è quello ortopedico (tendino-legamentoso, cartilagineo osteo-articolare). 
In futuro, l’approccio molecolare e cellulare potrà consentire, almeno in parte, di sostituire farmaci quali antibiotici e chemioterapici, garantendo importanti benefici nel trattamento di malattie neoplastiche, neuro-degenerative, cardiovascolari e cutanee.

 

Responsabile Settore Salute