Cosa è la bioeconomia Assobiotec

Che cos’è la bioeconomia

La bioeconomia è un'economia che usa le risorse biologiche, provenienti dalla terra e dal mare, così come i rifiuti, come input per la produzione energetica, industriale, alimentare e mangimistica. Essa si riferisce anche all’impiego di processi basati sulle risorse biologiche per un’industria sostenibile. I bio-rifiuti, per esempio, hanno un potenziale enorme come alternativa ai fertilizzanti chimici o per la conversione in bio-energia, arrivando a soddisfare il 2% del target fissato dall’Unione europea per l’energia da fonti rinnovabili.

Oggi in Europa il valore della bioeconomia è stimato in 2000 miliardi euro, con una occupazione di oltre 22 milioni di persone (il 9% del totale). Sono compresi i settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, della produzione alimentare, della produzione di pasta di carta e carta, nonché comparti dell’industria chimica, biotecnologica ed energetica. Ogni euro investito nel 2012 in ricerca e innovazione nella bioeconomia, l’UE stima possa generare un valore aggiunto di 10 euro entro il 2025.

La Commissione europea nel febbraio del 2012 ha adottato una strategia per indirizzare l’economia europea verso un più ampio e sostenibile uso delle risorse rinnovabili. Con il previsto aumento della popolazione mondiale fino a sfiorare 9 miliardi di abitanti nel 2050 e l’esaurimento delle risorse naturali, l’Europa ha bisogno di risorse biologiche rinnovabili per produrre alimenti e mangimi sicuri e sani ma anche materiali, energia e altri prodotti. “L’innovazione per una crescita sostenibile: una bioeconomia per l’Europa” è una strategia della Commissione che prevede un piano d’azione basato su un approccio interdisciplinare, intersettoriale e coerente al problema, che ha al proprio centro le biotecnologie come Key Enabling Technology.
L’obiettivo è creare una società più innovatrice e un’economia a emissioni ridotte, conciliando l’esigenza di un’agricoltura e una pesca sostenibili e della sicurezza alimentare con l’uso sostenibile delle risorse biologiche rinnovabili per fini industriali, tutelando allo stesso tempo la biodiversità e l’ambiente. Il piano si incentra pertanto su tre aspetti chiave: sviluppare tecnologie e processi produttivi nuovi destinati alla bioeconomia; sviluppare mercati e competitività nei diversi settori della bioeconomia; e, infine, stimolare una maggiore collaborazione tra i responsabili politici e le parti interessate.

L’OCSE (Organizzazione per il coordinamento e lo sviluppo economico) prevede che, nel 2030, le biotecnologie avranno un peso rilevante nella produzione: 50% dei prodotti agricoli, 80% dei prodotti farmaceutici, 35% dei prodotti chimici e industriali, per un valore diretto stimato del 2,7% del PIL (Prodotto interno lordo) globale.