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    Italian Biotechnology Report BioInItaly 2014
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  • Farmaci biotecnologici e le politiche nazionali e regionali
    per il loro governo.
    Primo rapporto di ricerca di CesBio, il Centro Studi e
    Ricerche sulle Biotecnologie Sanitarie e Settore Biotech
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Presentato a Milano lo scorso 7 aprile il Primo Rapporto di CeSBio

Lo scorso 7 aprile è stato presentato a Milano, nella sede dell'Università Commerciale Luigi Bocconi, il primo rapporto di ricerca di CeSBio - Centro Studi e Ricerche sulle Biotecnologie Sanitarie e Settore Biotech - nato dalla collaborazione tra il Centro di Ricerche sulla Gestione dell'Assistenza Sanitaria e Sociale (CERGAS) dell’Università Bocconi (con il coordinamento di Amelia Compagni), il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università del Piemonte Orientale (con il coordinamento di Claudio Jommi) e l’Associazione Italiana per lo Sviluppo delle Biotecnologie (Assobiotec), che sostiene questa iniziativa con un grant triennale di ricerca, e con il supporto di un Comitato Scientifico formato da referenti della ricerca e del mondo delle istituzioni.
A presentare il Centro Studi Rosanna Tarricone, Pier Luigi Canonico e Riccardo Palmisano, rispettivamente Direttore del Cergas, Direttore del Dipartimento di Scienze del Farmaco di Novara e Vice Presidente Esecutivo di Assobiotec.
Il primo rapporto è dedicato ai farmaci biotecnologici e alle politiche nazionali e regionali per il loro governo.
Secondo tale report, basato per la parte quantitativa su dati IMS Health, la spesa per farmaci biotecnologici ha raggiunto nel 2013 i 3,6 miliardi di Euro, pari al 12,9% della spesa farmaceutica complessiva a carico del SSN ed il 34,5% della spesa per farmaci acquistati dalle strutture sanitarie, con un tasso di crescita, con riferimento a questi ultimi, in linea con l’andamento generale di mercato.  I farmaci biosimilari  hanno visto sensibilmente aumentare la propria quota di mercato a volumi e valori, raggiungendo complessivamente, nel 2013, il 28,3% del mercato di riferimento (molecole a brevetto scaduto) a volumi (1,3% nel 2009) ed il 24,1% come spesa (1,3% nel 2009). Il rapporto mostra anche un grado di diffusione inferiore dei farmaci per i quali altre agenzie (nello specifico il NICE inglese) hanno espresso parere negativo per le insufficienti evidenze cliniche o l’elevata costo-efficacia. Nel breve periodo, i prontuari regionali hanno un importante effetto sulla penetrazione di mercato di tali farmaci, ma nel medio-lungo periodo la diffusione dei farmaci biotecnologici non sembra essere influenzata dall’inclusione nei prontuari regionali. Il report fornisce poi un’analisi specifica delle politiche nazionali e regionali di governo: oltre alle azioni sui biosimilari ed i prontuari, sono state indagate le forme di finanziamento ad hoc attivate dalle regioni e le iniziative di governo del comportamento clinico, con riferimento in particolare a registri e percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali.
Il Workshop ha rappresentato anche l’occasione per lanciare la prossima iniziativa di ricerca del CeSBio centrata sulla valutazione di impatto dei biomarker associati a farmaci biotecnologici a livello nazionale, regionale, di aziende sanitarie e dei diversi portatori di interesse. Di questo tema e degli accordi di rimborso condizionato ha discusso, nella prospettiva clinica, Francesco Perrone, Unità di Sperimentazioni Cliniche Istituto Nazionale Tumori di Napoli.

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Il Centro Studi e Ricerche sulle Biotecnologie Sanitarie e Settore Biotech (CeSBio) nasce nel 2012 da una proposta congiunta del CERGAS Bocconi e del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università del Piemonte Orientale, su iniziativa di Assobiotec, Associazione nazionale per lo sviluppo delle Biotecnologie

 

 

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