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DATI E STUDI - Presentato a Ravenna il X Rapporto "La bioeconomia in Europa"

by User Not Found | giu 21, 2024
Presentato a Ravenna, nella suggestiva cornice di Palazzo Rasponi, ospiti del Comune di Ravenna, il Rapporto “La Bioeconomia in Europa”, redatto dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Cluster SPRING e Assobiotec. A questa edizione del rapporto ha contribuito anche Cosmetica Italia (Federchimica).

Presentato a Ravenna, nella suggestiva cornice di Palazzo Rasponi, ospiti del Comune di Ravenna, il Rapporto “La Bioeconomia in Europa”, redatto dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Cluster SPRING e Assobiotec.
A questa edizione del rapporto ha contribuito anche Cosmetica Italia (Federchimica).

Il Rapporto è arrivato alla decima edizione, confermandosi un punto di riferimento per gli operatori e i policy maker, fornendo una quantificazione del complesso insieme di settori che utilizzano materie prime di origine biologica rinnovabile e spunti di riflessione sugli sviluppi di uno dei pilastri dell’inevitabile percorso di transizione verso modelli di produzione e consumo più sostenibili.

> LEGGI IL X RAPPORTO "LA BIOECONOMIA IN EUROPA"
> LEGGI IL COMUNICATO STAMPA E LA SINTESI DEI DATI
> SCARICA LA PRESENTAZIONE DEI DATI A CURA DI INTESA SANPAOLO

Un meta-settore vitale e innovativo

x RAPPORTO BIOECONOMIA

Nel 2023 l’insieme delle attività connesse alla Bioeconomia in Italia ha generato un output stimato pari a 437,5 miliardi di euro, 9,3 miliardi in più rispetto al 2022 e occupando circa due milioni di persone.

Dopo l’accelerazione registrata nel 2022, quando il valore della produzione della Bioeconomia si è attestato su livelli pari a 428,3 miliardi di euro, in crescita del 18% rispetto al 2021 (+65,5 miliardi di euro), anche per effetto del significativo aumento dei prezzi alla produzione, nel 2023 è proseguita la crescita del settore, ma a un ritmo meno intenso e pari al 2,2%. Più stabile invece l’occupazione, su livelli di circa 2 milioni di occupati in tutto il periodo considerato (2021-23).

Nel 2023 la Bioeconomia italiana pesa il 10% in termini di valore della produzione e il 7,6% per quanto riguarda l’occupazione sul totale dell’economia del nostro Paese.

La vitalità della Bioeconomia in Italia è testimoniata dalle 808 start-up innovative censite nel 2023, pari al 6,6% del totale delle imprese iscritte all’apposito Registro. La maggior parte delle start-up innovative della Bioeconomia, diffuse lungo tutta la penisola, è concentrata nel settore della R&S (45%), seguita dall’agri-food (25%).

Stefania Trenti, Intesa Sanpaolo

Stefania Trenti, Head of Industry and Local Economies Research di Intesa Sanpaolo, ha commentato “Il Rapporto sulla Bioeconomia è giunto quest’anno alla decima edizione, a dimostrazione del forte interesse nei confronti dell’ampio e diversificato insieme di attività che utilizzano risorse biologiche rinnovabili. Secondo la FAO sono 21 i paesi, che rappresentano il 65% della PIL mondiale, dotati di una strategia ad hoc per lo sviluppo sostenibile delle filiere bio-based, l’Italia è fra questi. Le politiche pubbliche sono fondamentali per sostenere e valorizzare gli investimenti delle imprese, sempre più orientati alla transizione verso modelli di produzione e consumo più attenti all’ambiente. Le analisi del Rapporto confermano la grande vitalità e l’attenzione alla ricerca di soluzioni innovative del tessuto produttivo italiano che opera nei settori della Bioeconomia. Si tratta di un patrimonio straordinario, diffuso in tutti i territori a cui contribuiscono grandi operatori, piccole e medie imprese e un numero rilevante di start-up innovative, attive in particolare nella Ricerca e Sviluppo, a testimonianza dell’importanza della tecnologia per affrontare le sfide del futuro”.

Catia Bastioli, Presidente Cluster SPRING

Catia Bastioli, Presidente Cluster SPRING, afferma: “Il Rapporto conferma il valore strategico della Bioeconomia come meta-settore di innovazione con un ruolo chiave nell’accelerare la transizione ecologica verso una maggiore resilienza degli ecosistemi.

Lo conferma la stessa Europa con le conclusioni del Consiglio nel marzo 2023, e con le parole di Margrethe Vestager, Vicepresidente della Commissione EU, che nella comunicazione ‘Building the future with nature: boosting biotech and bio-manufacturing in Europe’ afferma che la bioeconomia sarà un settore fondamentale per la competitività e la modernizzazione dell'industria europea. È indispensabile costruire su questo patrimonio, garantendo un quadro normativo certo e una solida strategia industriale in connessione con la qualità e diversità dei territori. Solo così il settore del biomanufacturing e delle infrastrutture della bioeconomia potrà evolvere oltre la fase della sperimentazione dando un contributo concreto al futuro sostenibile dell'Europa. Questo è un momento cruciale per cogliere tutte le nuove opportunità”.

Elena Sgaravatti, Vicepresidente di Assobiotec

Elena Sgaravatti, Vicepresidente Assobiotec, ha commentato: “Viviamo in un mondo costruito sulla biologia e una volta che iniziamo a capirla, questa diventa tecnologia. Le biosoluzioni, che utilizzano enzimi, microorganismi, batteri sono ispirate alla natura e sono elementi chiave per una economia circolare bio-based sicura, fatta di posti di lavoro altamente qualificati ed una più resilente ed efficiente catena del valore coprendo settori che vanno dall’edilizia, al tessile, alla produzione di cibo ed energia. McKinsey&Co stima che il 60% delle materie prime mondiali possono essere ottenute attraverso le biosoluzioni ed è quindi chiaro come per la Bioeconomia circolare esse possano rappresentare una straordinaria leva di innovazione. E di questo c’è sempre maggiore consapevolezza.

Oggi, come Associazione industriale di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie, guardiamo con fiducia al rinnovato interesse per il comparto biotech da parte della politica nazionale e comunitaria.

E’ dello scorso marzo il Manifesto della Commissione Europea che individua nelle biotecnologie e nelle biosoluzioni una delle aree più promettenti di questo secolo, parte della soluzione per affrontare la transizione green e molte delle attuali e future sfide sociali. Certamente una prospettiva incoraggiante sulla quale è oggi necessario innestare azioni concrete. E una nuova regolamentazione delle biosoluzioni per un più rapido accesso ad esse, in Europa può rappresentare un primo importante passo in questa direzione”.

Michele De Pascale, Sindaco di Ravenna, e Annagiulia Randi – Assessora Comune di Ravenna

Michele De Pascale, Sindaco di Ravenna, e Annagiulia Randi – Assessora allo sviluppo economico, attività produttive, porto, politiche Ue e cooperazione internazionale del Comune di Ravenna hanno dichiarato: "Ravenna ha tutte le caratteristiche e le competenze per giocare un ruolo da protagonista in Europa nell'ambito della bioeconomia. Molte imprese del suo distretto industriale sono già attive nell’ambito dell’economia circolare tra energia, chimica e rifiuti; fanno ricerca e investono in innovazione tecnologica per una progettazione sempre più avanzata. Il polo universitario, con la facoltà di Scienze ambientali e il Centro ricerche di Marina di Ravenna, offre grandi potenzialità di sviluppo. Inoltre, ha un porto, come sbocco naturale della Pianura Padana, proiettato verso un rinnovamento ecosostenibile delle sue infrastrutture. Occorrono sempre più uno sguardo che sappia anticipare e una visione manageriale di grande respiro che a Ravenna ha avuto un precursore come Raul Gardini, che per primo parlò di chimica verde. Possiamo dire che diede origine alla bioeconomia la quale oggi può fornire un grande supporto alla decarbonizzazione. Così come la blue economy, da considerarsi essa stessa bioeconomia, è sempre più impegnata nella gestione sostenibile delle risorse naturali, degli ecosistemi e della biodiversità".

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